Valle Caudina
L'Ernesto multimediale - valle caudina
giovedì, 06 novembre 2008

I nostri sogni faranno piu' strada delle loro ruspe : quando iniziano , li fermeremo

Difendiamo Vicenza per difendere la democrazia!

Documento del Presidio Permanente No Dal Molin
Lo scorso 5 ottobre decine di migliaia di persone hanno partecipato alla consultazione popolare sul Dal Molin esprimendo la propria contrarietà alla realizzazione di una nuova installazione militare.

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venerdì, 03 ottobre 2008

Vicenza, sospeso il referendum. L'indignazione dei "No Dal Molin"

di Orsola Casagrande

su Il Manifesto del 03/10/2008

“Vogliono impedire anche il minimo di spazio a questa città”. Cinzia Bottene, consigliera comunale eletta nella lista Vicenza Libera, è ancora allibita. Il sindaco Achille Variati le ha appena letto, al telefono, le motivazioni con cui il Consiglio di stato ha sospeso il referendum di domenica. “Da quello che ho sentito – dice – non ci sono motivazioni giuridiche. Si tratta nei fatti di motivazioni politiche. Del resto il Consiglio di stato si era già pronunciato in passato a favore del governo italiano e del governo degli Stati Uniti”.

Una decisione che era nell’aria. Anche perché in tutti i modi si è tentato di impedire a questa città di dire la sua.
“Ci hanno calpestati per anni e adesso ci vogliono muti. Ma questa città reagirà, non si farà mettere la museruola. Il mio telefono è bollente: chiamano decine di cittadini indignati, offesi. Ecco, l’abbiamo ripetuta tante volte questa parola. Vicenza si sente offesa. E per questo reagirà. Già questa sera (ieri sera, ndr) alla fiaccolata verso la prefettura, che in città rappresenta il governo, ci saranno migliaia di vicentini che esprimeranno la loro indignazione.

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giovedì, 02 ottobre 2008

da www.contropiano.org per la Rete dei Comunisti

Vicenza decide comunque. Il 5 ottobre vota SI’

Una manifestazione senza precedenti con dodicimila persone che, poche ore dopo la sentenza del Consiglio di Stato, riempono il centro cittadino con migliaia di fiaccole. Vicenza il 5 ottobre decide: il referendum si farà comunque.

Piazza dei Signori che rispende alla luce di migliaia di fiaccole; un’immagine commovente, per chi ama Vicenza. Dodicimila persone – «una manifestazione senza precedenti, almeno diecimila in piazza», secondo Repubblica online – hanno risposto in questo modo all’atto di arroganza e autoritarismo del Consiglio di Stato.

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lunedì, 19 maggio 2008

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE VENDOLA
Don Vitaliano Della Sala

“Chi dice di combattere il potere dall’interno è già complice” (Salvador Allende)

Signor Presidente,
alle ultime elezioni, ho restituito al Presidente della Repubblica la mia tessera elettorale e a malincuore, non sono andato a votare. I motivi del mio non-voto sono gli stessi delle penultime elezioni: i programmi elettorali sembrano confezionati proprio per non essere attuati, evitano di affrontare i problemi per i quali la gente aspetta soluzioni. Il precariato, il caro vita, le servitù militari e la partecipazione alle future guerre, la riforma elettorale… non rientrano nei programmi elettorali. E poi le liste, e quindi gli eletti, sono imposti, ancora una volta dall’alto, senza possibilità da parte degli elettori di esprimere le proprie preferenze; non è stata stimolata alcuna partecipazione della base dei partiti e della società civile alla composizione delle liste, anzi è stata offesa l’intelligenza degli italiani con la farsa delle primarie del PD e della scelta del nome per quanto riguarda il partito di Berlusconi: nell’uno e nell’altro caso è stata solo la magnanimità del “sovrano” a concederci un po’ di partecipazione. 

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domenica, 11 maggio 2008

da www.contropiano.org per la Rete dei comunisti

Torino. Vuota la Fiera per Israele, piena la piazza per la Palestina. Grande vittoria politica

Una manifestazione ampia e vivace ha attraversato le vie di Torino, a suggello della campagna Free Palestine di boicottaggio della Fiera del Libro 2008 e della sua infausta scelta di dedicare l'annuale edizione della kermesse allo stato di Israele come "ospite d'onore". La manifestazione, composta da delegazioni nazionali (da tutta Italia) e internazionali (Svizzera, Francia, Israele) ha mostrato in maniera molto chiara di sapere "da che parte stare": contro gli inchini ai poteri forti, con le ragioni di chi resiste al (neo)colonialismo di marca imperiale, ricordando che "non c'è nulla da celebrare" per uno stato criminale fondato sulla rimozione di un altro popolo e una pratica continua di pulizia etnica e regime istituzionalizzato di apartheid
L'Assemblea Free Palestine e il Forum palestina ritrngono di aver raggiunto i propri obiettivi nella misura in cui ha imposto un dibattito pubblico a livello nazionale sulle ragioni del boicottaggio contro quelle della resa. A conferma di un successo annunciato dall'intensità della polemica, l'inflessione pesante nel numero delle visite, già evidente nei giorni inaugurali, pesante in questo sabato-giorno clou della kermesse.

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martedì, 06 maggio 2008

UN COSIDDETTO ONOREVOLE

di Germano Monti (Forum Palestina)

su altre testate del 06/05/2008

Dopo aver letto le dichiarazioni del cosiddetto Onorevole Gianfranco Fini, c’è da chiedersi se siano state rilasciate in piena facoltà di intendere e di volere, o se siano state dettate da un particolare stato di allucinazione. Nel secondo caso, poco male, anche se non è bello che la terza carica dello Stato entri in stato di ebbrezza nelle case di milioni di cittadini; nel primo caso, invece, bisogna preoccuparsi, e molto, perché sarebbe la dimostrazione che sotto la cipria democratica ribolle un’anima squadrista, la stessa dei criminali che hanno pestato a morte Nicola Tommasoli. Poco importa se gli assassini abbiano agito in nome di qualche “riferimento ideologico” o per pura bestialità; questo, saranno le inchieste a stabilirlo (speriamo). Quello che conta è che la terza carica dello Stato ritiene che un gesto simbolico e una protesta democratica, se rivolti contro lo Stato di Israele, siano molto più gravi di un omicidio.
Dato che non si tratta dell’opinione di un ubriacone da osteria, ma di quella del Presidente della Camera dei Deputati, siamo obbligati a prenderla sul serio ed a chiederci se non si tratti di una sorta di “via libera” a chi, magari, vorrebbe trasformare la manifestazione di Torino contro l’invito, quale “ospite d’onore”, ad uno Stato che ha violato e viola sistematicamente ogni norma del diritto internazionale ed umanitario, in una riedizione della macelleria messicana di Genova 2001.
Di fronte ad un simile scenario, la cosa peggiore da fare sarebbe quella di lasciarsi intimidire: al contrario, è importante che a Torino, sabato 10 maggio, scendano in piazza gli amici del popolo palestinese, della pace e della giustizia, quelli che pensano che una vita – sia quella di un ragazzo veronese o quella di uno shebab palestinese – valgono infinitamente di più di un pezzo di stoffa, e che il diritto di manifestare anche contro lo Stato di Israele non è nella disponibilità del cosiddetto Onorevole Gianfranco Fini. Il diritto di manifestare e di esprimere liberamente le proprie opinioni questo Paese se lo è conquistato con lunghe e dure battaglie , anche sanguinose, contro gli antenati politici del cosiddetto Onorevole Fini: portiamo questa consapevolezza nella piazza di Torino.

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martedì, 06 maggio 2008

Nelle parole di Fini c’è la cultura della macelleria di Genova

su Contropiano del 06/05/2008

Comunicato stampa della Rete dei Comunisti

Le dichiarazioni del neo presidente della Camera Gianfranco Fini, pongono moltissimi interrogativi, uno più inquietante dell’altro. Ritenere meno grave che dei naziskin massacrino a morte di botte un ragazzo che bruciare la bandiera di uno stato come Israele, è una affermazione che mette i brividi, fa suonare sirene d’allarme in ogni piega della società e offende il senso comune. E’ una forma di legittimazione di quella “banalità del male”, spesso evocata ed oggi praticata da cinque figli di famiglie perbene della perbenista Verona impegnati – a modo loro – nella pulizia etnica del loro territorio.

Ma ancora peggiori sono stati i tentativi di Gianfranco Fini di precisare i contenuti di una affermazione più aberrante che infelice. Fini infatti ha replicato ricordando che la sinistra ha perso le elezioni perché ha pagato per le sue posizioni estremiste.

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venerdì, 02 maggio 2008

Centri sociali contro la Fiera del Libro

su Corriere della Sera ed. internet del 02/05/2008

La protesta al termine del corteo del Primo Maggio. La condanna delle comunità ebraiche: «Atto di inciviltà»

TORINO - A una settimana dall'apertura ufficiale, il prossimo 8 maggio, si riaccendono le polemiche che imperversano da mesi per la decisione di designare Israele come Paese ospite della Fiera del Libro 2008. Teatro di nuove proteste la manifestazione del Primo Maggio a Torino: al termine del corteo, intorno all'una, in piazza San Carlo alcuni giovani dei centri sociali del capoluogo piemontese e dell'associazione Free Palestine hanno bruciato due bandiere israeliane e una americana.

«PROVIAMO VERGOGNA» - Dopo aver lanciato alcuni fumogeni, nel centro della piazza, quando le circa 30.000 persone che hanno partecipato alla manifestazione si erano quasi tutte allontanate, i giovani di Askatasuna e altri gruppi, hanno dato fuoco alle tre bandiere dopo averle inzuppate di benzina. «Un gesto forte lo sappiamo - ha detto un portavoce - ma noi pensiamo che ben più forti, più clamorose siano le morti, ormai quotidiane, di civili palestinesi, tra cui anche bimbi di pochi mesi, sotto il fuoco israeliano. Proviamo vergogna nel pensare che Torino e la Fiera vogliano festeggiare e onorare questo paese che non smette di sopraffare e ferire mortalmente la sovranità di un altro paese».

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sabato, 29 marzo 2008

La Repubblica.it - (29 marzo 2008)

La richiesta dei pubblici ministeri che indagano sull'irruzione alla Diaz nei confronti dell'ex capo della polizia per istigazione alla falsa testimonianza

G8 di Genova, per De Gennaro
pm chiedono rinvio a giudizio


<B>G8 di Genova, per De Gennaro<br>pm chiedono rinvio a giudizio</B> GENOVA - Chiesto il rinvio a giudizio per Gianni De Gennaro. I pubblici ministeri che indagano sui fatti del G8 di Genova hanno chiesto il rinvio a giudizio dell'ex capo della polizia per aver istigato l'ex questore di Genova Francesco Colucci a rendere falsa testimonianza durante il processo per la sanguinosa irruzione nella scuola Diaz. La notizia, anticipata da un quotidiano, è stata confermata all'Ansa dal procuratore aggiunto Mario Morisani.

De Gennaro era stato raggiunto dall'
avviso di fine indagini a fine novembre scorso. L'ex capo della polizia, ora commissario straordinario per l'emergenza rifiuti in Campania, aveva depositato il 18 gennaio scorso in procura una memoria difensiva in cui aveva ribadito di non aver mai indotto Francesco Colucci a rendere falsa testimonianza.

L'inchiesta che coinvolge De Gennaro nasce dal processo per l'irruzione alla Diaz nel luglio 2001. Nel corso di un'udienza in cui venne chiamato come testimone l'ex questore del capoluogo ligure Colucci, rilasciò una serie di dichiarazioni per le quali la procura chiese l'iscrizione al registro degli indagati per falsa testimonianza. Per il reato di istigazione alla falsa testimonianza fu invece indagato De Gennaro che si giustificò sostenendo che Colucci potrebbe aver equivocato quella che era solo una chiacchierata sulla vicenda Diaz. La spiegazione non avrebbe però convinto i pm Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini, e con loro il procuratore aggiunto Mario Morisani.
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giovedì, 28 febbraio 2008

Arno navigabile= Potenziamento di Camp darby?

di Associazione comunista il pianeta futuro Pisa

su altre testate del 28/02/2008

A giorni sarà affidata alla Provincia di Pisa la progettazione sul potenziamento dello Scolmatore e la navigabilità dell'Arno fino al Mare.
La nostra Associazione, al pari del coordinamento per l'unità dei comunisti e di altre forze, si è da sempre adoperata per denunciare i progetti di militarizzazione del territorio pisano e quindi

Sorgono spontanee alcune domande:
il progetto di circuito navigabile riguarderà anche la base militare Usa\nato di camp darby?
Molti ricorderanno che tra le richieste Usa c'era proprio la navigabilità per collegare la base al Mare e quindi trasportare via fiume armi e supporti logistici che Camp darby è noto assicura alle truppe Usa coinvolte negli scenari di guerra.

Ovviamente siamo convinti della bontà di un unico sistema fluviale e marittimo, ma non vorremmo che a trarne beneficio fossero i progetti di guerra Usa e la base militare di Camp darby

Chiediamo quindi risposte alla Regione, alla provincia e al Comune di Pisa e ricordiamo che lo stesso Consiglio Comunale si è anni fa espresso per la riconversione della base a fini civili.Non avranno cambiato idea?

Associazione comunista il pianeta futuro Pisa
coordinamento per l'unità dei comunisti

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giovedì, 14 febbraio 2008

Le donne in piazza per difendere la legge 194

di MARINA CAVALLIERI

su la Repubblica del 14/02/2008

Oggi la manifestazione napoletana dell'Udi, presidi e sit-in in molte città. A Roma assemblea spontanea del movimento

Riparte la mobilitazione delle donne a difesa dell'autodeterminazione in tema di aborto. Oggi, in diverse città italiane, si terranno presidi e sit-in per protestare contro quanto avvenuto al policlinico napoletano Federico II dove una donna è stata interrogata dalla polizia subito dopo essersi sottoposta a un'interruzione volontaria di gravidanza. Interviene il Guardasigilli.
Una cosa è certa: è stata «una dichiarazione di guerra», uh «atto illegale», un «attacco alle donne e alla loro autodeterminazione». Una cosa è chiara: è necessario «alzare i toni», «rispondere», «saranno tempi bui». All'assemblea romana che si è tenuta alla Casa delle Donne c'è molta disciplina e decisione. Un intervento dietro l'altro, senzaperdere tempo, senza chiacchiere inutili, viene organizzata la risposta al "blitz" di Napoli. Su questo argomento tutto è stato detto, ora bisogna di nuovo farsi sentire.
E così, in modo veloce e spontaneo, è stato in diverse città dove oggi pomeriggio ci saranno mobilitazioni. Sono previsti presidi davanti agli ospedali, dalla Mangiagalli di Milano al Sant'Orsola di Bologna, sempre a Milano un appuntamento è in piazza San Babila, a Roma invece davanti al mini-stero della Salute, a Napoli in piazza Vanvitelli.

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mercoledì, 13 febbraio 2008

Rabbia e indignazione le femministe: ora basta

di Angela Azzaro

su Liberazione del 13/02/2008

L'Udì di Napoli lancia una manifestazione per domani: venite anche dalle altre città. Un coro comune: si passi dalla difesa al contrattacco. E' una guerra contro di noi. Singole, gruppi, collettivi: le donne si mobilitano e rilanciano un 8 marzo di lotta nelle diverse città contro l'avanzata di politiche che attaccano la loro libertà e la loro autodeterminazione: il progetto oscurantista passa sopra i nostri corpi, Diverse prendono parola anche sui silenzi, i tentennamenti e le ambiguità della Sinistra: se non dicono una parola chiara noi non li voteremo

Caccia alle streghe. Abiezione di coscienza. Medioevo. Un atto di guerra. Le femministe italiane non usano mezzi termini per esprimere la loro indignazione. e la loro rabbia dopo il blitz repressivo al Policlinico di Napoli, subito dopo un aborto terapeutico. Rabbia vera, indignazione forte. Ma anche una grande capacità di reagire, di non farsi buttare giù davanti all'ennesimo atto che vuole mettere in discussione la loro libertà e la loro autodeterminazione.
Lo dicono tutte: non sono mai state zitte e ora sono pronte a farsi sentire ancora più chiaramente. Ad iniziaire dalle donne dell'Udì di Napoli. Sono loro che, venute a conoscenza dei fatti, hanno denunciato l'accaduto e che hanno subito rilanciato chiamando le donne a manifestare. L'appuntamento è domani, nella città partenopea, in piazza Vanvitelli, alle ore 17. «Noi - spiegala presidente dell'Udì di Napoli, Stefania Cantatore -speriamo che vengano tante anche dalle altre parti del Paese. Il problema non è sollo nostro. Qui c'è un progetto reazionario che passa attraverso l'attacco al corpo delle donne.

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L'ACQUA E' UN BENE COMUNE!

Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri,
allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro.
Gli uni sono la mia patria, gli altri i miei stranieri.
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Don Lorenzo Milani

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