La lettera del compagno Giannini
su Liberazione del 28/01/2009
Comunisti uniti, non ideologia ma buon senso
Ancona, 9 dicembre: dall’iniziativa de l’ernesto, un segnale forte per l’unità dei comunisti
su L'ERNESTO del 10/12/2008
Ancona, martedi 9 dicembre: l’ernesto organizza, nella bella e grande sede del Circolo Prc “ Ernesto Che Guevara”, un dibattito pubblico dal titolo: “ Crisi del capitale, attacco al lavoro, governo Berlusconi : ruolo e proposte dei comunisti”.
CREMONA, 5 DICEMBRE.
su L'ERNESTO del 09/12/2008
UN DIBATTITO ORGANIZZATO DA L’ERNESTO SU : “ CRISI DEL CAPITALISMO E NECESSITA’ DELLA TRASFORMAZIONE SOCIALE”
Intervista a Leonardo Masella
A cura di Claudio Buttazzo
(Dalla rivista “Emilia Romagna Rossa”, novembre 2008)
Abbiamo intervistato Leonardo Masella, capogruppo del Prc in Regione e componente della Direzione nazionale. Partiamo dalla questione più attuale: la lotta degli studenti, degli insegnanti, di tutto il mondo della scuola. Che giudizio ne dai?
Non serve una sinistra moderata, ma una lotta anticapitalistica, radicale
Caro Gianni, è proprio nei "Grundrisse", ancor più che ne "Il Capitale", che il comunismo è evocato e teorizzato
di Fosco Giannini
su Liberazione del 21/11/2008
Sabato 8 novembre il compagno Alfonso Gianni leva in alto la sua spada post comunista e in un articolo dal titolo " Nel leggere Marx dobbiamo muoverci con lui e naturalmente oltre lui" recide le sue radici con il comunismo, ratificando conseguentemente, sul piano politico, "l'esigenza" di andare oltre il Partito della Rifondazione Comunista e verso la costruzione di un Partito di Sinistra.
NESSUNA GIUSTIZIA. COSTITUZIONE SOSPESA PER LA SECONDA VOLTA
di Vittorio Agnoletto
su altre testate del 15/11/2008
Nessuna giustizia per le vittime. A Genova Costituzione sospesa per la seconda volta Condannati solo I piu' bassi in grado
Genova, 13 novembre 2008-D'ora in poi I dirigenti di polizia che lasciano che i loro uomini spacchino la testa e la schiena a chi dorme tranquillamente hanno la certezza dell'impunita' e la garanzia di una grande carriera.
Rifondazione Comunista vira a sinistra, ma adesso guardiamoci negli occhi
di La Rete dei Comunisti
su Contropiano del 05/09/2008
Il recente congresso del PRC ha visto la sconfitta dell’opzione tesa a sciogliere il partito dentro un raggruppamento subalterno e satellite del Partito Democratico. La sconfitta relativa della componente bertinottiana lascia già intravedere che questa non rinuncerà ad esercitare tutti gli strumenti per far rientrare dalla porta il progetto uscito dalla finestra con il congresso di Cianciano e l’elezione di Paolo Ferrero a nuovo segretario di una nuova maggioranza.
Il documento approvato dal congresso di Chianciano pone fine, almeno formalmente, alla politica governista adottata dal PRC ( duramente pagata con la rottura con i movimenti sociali e il disastro elettorale di aprile) e in qualche modo riafferma l’autonomia del PRC dal destino subalterno a cui intendevano destinarlo D’Alema e il PD.
VII CONGRESSO PRC E UNITA’ DELLE FORZE COMUNISTE E DELLA SINISTRA ANTICAPITALISTA.
di FOSCO GIANNINI *
su L'ERNESTO del 30/07/2008
* direttore de “ l’ernesto” Articolo per "L'Ernesto" e per "La Rinascita della Sinistra"
Pochi giorni prima delle elezioni d’aprile Fausto Bertinotti – attraverso una grave ( sul piano politico, etico ed elettorale), personalissima e mai sufficientemente stigmatizzata scelta – asseriva che il comunismo, da lì a poco, si sarebbe ridotto al ruolo di tendenza culturale. Una foglia secca nelle pagine di un libro di storia. Debbo dire che la perentorietà idealistica di quell’asserzione mi ha spinto sin da subito ad accomunare Bertinotti al Fukuyama della “Fine della Storia”: sia nel comunismo come tendenza culturale – infatti - che nella “ratifica” della fine della storia sembrano chiaramente prevalere ( più che analisi scientificamente comprovate ) alcune pulsioni intellettuali personali, rappresentative, in Fukuyama, dell’illusione del capitalismo di essere eterno e “naturale”, e rappresentative, in Bertinotti, del desiderio storico della classe dominante, volto a sostituire il comunismo con la socialdemocrazia e le sue varianti, ed un pensiero ed una prassi rivoluzionaria con un pensiero ed una prassi conciliante e subordinata.
Quanto piace a sinistra il D'Alema non autosufficiente
di FABRIZIA BAGOZZI
su Europa del 06/05/2008
"ALLEANZE": GIORDANO APPREZZA, CENTO ANCHE. INVECE NON SMUOVE GLI ANIMI L'APPELLO DI PANNELLA
A sinistra apprezzamenti al D'Alema "non autosufficiente" e bacchettate a Franceschini che parla di alzare la soglia di sbarramento alle europee per evitare di rimpiombare nella frammentazione, cosa che potrebbe trasformarsi in un nuovo bagno di sangue per le forze arcobaleno già terremotate dal risultato delle politiche.
Il dibattito che si è aperto nel Pd in questi giorni su sollecitazione di Bersani prima e di D'Alema poi fa aguzzare le orecchie alla sinistra (ormai) extraparlamentare in fase di avvio di congressi. Perché - si dice - l'Unione mai più, ma un'alleanza fra diversi a sinistra invece sì, dato che la conquista del centro da parte del Pd non c'è stata e volendo provare a vincere al prossimo giro, non solo alle amministrative. È questa l'aria che tira per esempio nell'ex maggioranza bertinottiana di Rifondazione, dove Franco Giordano mostra interesse per la posizione del ministro degli esteri: «Non si tratta di cercare scorciatoie o di ipotizzare nuove alleanze.
Ed ora, dopo la sinistra, tocca ai lavoratori.
E al Manifesto quando una autocritica?
Sabato 3 maggio 2008
La sconfitta elettorale della sinistra era già avvenuta nella società. Non sono i lavoratori che hanno abbandonato la sinistra ma è la sinistra che ha abbandonato i lavoratori. Tuttavia, ora dopo questa catastrofe, per i lavoratori sarà ancora peggio. Già si va velocemente verso la controriforma del contratto nazionale, verso la cancellazione di tutti i diritti sociali e sindacali, verso la crescita della cultura devastante che considera non più i padroni gli avversari dei lavoratori, ma altri sfruttati, altri lavoratori, i precari, i disoccupati, gli immigrati.
Pubblichiamo alcuni articoli apparsi sul Manifesto, quotidiano generalmente apprezzabile per come affronta le problematiche del lavoro e della società italiana. Facendolo, questa volta tuttavia ci chiediamo come mai nel quotidiano Il Manifesto non si sia ancora aperta una seria riflessione autocritica sulla pesantissima sconfitta elettorale.
Cremaschi e il boom della Lega operaia: «Marxisti di destra. E Tremonti non sbaglia»
di Enrico Marra
su Corriere della Sera del 17/04/2008
Cremaschi: operai traditi dalla sinistra E la Lega dà risposte
«Nel 2006 Prodi diventò presidente del Consiglio grazie al voto degli operai. Gli stessi che questa volta hanno scelto in massa la Lega, mandando a Palazzo Chigi Berlusconi».
Per Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della Fiom e capo della minoranza di estrema sinistra della Cgil, «il successo della Lega era nell'aria, bastava girare nelle fabbriche».
Perché gli operai hanno scelto il partito di Umberto Bossi?
«Lo avevano già fatto nel 2001. È un voto di protesta che dice ai partiti di sinistra: "Non vi siete occupati di noi", il segnale c'era già stato con i fischi dell'assemblea di Mirafiori del 7 dicembre 2006».
Ma perché proprio la Lega?
«Perché assomiglia di più a un partito marxista-leninista: ha una fortissima identità ma al tempo stesso un grande pragmatismo».
Le mosse di Diliberto agitano l'Arcobaleno
di
su Il Manifesto del 10/03/2008
Tanti applausi ma anche qualche malumore. La rinuncia al seggio in parlamento a favore dell'operaio ThyssenKrupp Ciro Argentino di Oliviero Diliberto è stata accolta dal «popolo» della sinistra con un entusiasmo d'altri tempi. L'unico brivido di passione, forse, in questo stentato avvio di campagna elettorale.
Scorrendo i commenti sul sito ufficiale, www.sinistrarcobaleno.it, gli elogi si sprecano: «Immenso», «grande», «un compagno vero», «il più degno erede di Berlinguer», «l'unico politico coerente della sinistra italiana». Pochissimi gli scettici. Due post in particolare si concentrano sulla candidatura di Roberto Soffritti (il tesoriere del Pdci e storico sindaco comunista a Ferrara) come capolista in Emilia Romagna alla camera: «Da Diliberto ottima mossa! - scrive per esempio Franco67 - ma piuttosto che rinunciare a una grande mente come la sua non si poteva mettere Argentino al posto di Soffritti o Cesini?».