Ballarò
La richiesta di risarcimento dei Savoia...
La base supplica il Prc: "Usciamo dal Governo"
di Marcella Cocchi
su Il Resto del Carlino del 30/11/2007
SFOGHI «Restare è suicidio» «Ora basta politiche berlusconiane» «Stacchiamo la spina»
SONO GIÀ OLTRE. Non più la semplice percezione, ma la rielaborazione della sconfitta. «Ora ingoiamo solo rospi» si dispera il militante tipo — falce e martello sulla maglietta — ritratto dal vignettista Vauro sul Manifesto. Né gli elettori del Prc-Pdci né i direttori dei due quotidiani più rossi, il Manifesto, appunto, e Liberazione, sono disposti a raccontarsela: il protocollo sul welfare è stato una «caporetto» per la sinistra di governo.
E COSI la vive la base. Decine e decine di lettere di protesta sono arrivate al giornale di Rifondazione. Liberazione le pubblica, dedica ampio spazio agli sfoghi dei lettori che, nel titolo, riassume come segue: «Ora ci vuole una riflessione. Se il governo attua le politiche berlusconiane.
Nuova lite Cgil-Rifondazione
di ALESSANDRO DE ANGELIS
su Il Riformista del 30/11/2007
IL REFERENDUM SULLA PRECARIETÀ
Dopo la battaglia sul Protocollo il prossimo capitolo della sfida tra Cosa ultrarossa e sindacati confederali sarà un referendum «contro la precarietà e per la democrazia sindacale», promosso da esponenti della sinistra-sinistra - Rocchi, Grassi, Burgio, Zuccherini del Prc, il par
lamentare europeo Giulietto Chiesa e altri - e sindacali tra cui il segretario nazionale della Fiom Giorgio Cremaschi. Che spiega: «Con gli attuali schieramenti la legge 30 è destinata a durare in eterno. Va invece abrogata». E aggiunge: «Bisogna anche aprire una discussione sulla democrazia sindacale, dal momento che sindacati e Confindustria impongo no la fiducia al Parlamento».
«Ma che verifica, sull'Afghanistan voto no»
di Matteo Bartocci
su Il Manifesto del 30/11/2007

Fosco Giannini, senatore del Prc (area Ernesto), annuncia il suo no ad Isaf. Il welfare? «E' un orrore. Chiederò che fare agli operai di Mirafiori»
«Il ddl sul welfare è una mazzata, ratifica la legge 30 ed è evidente che con gli 'scalini' peggiora in prospettiva perfino la legge Maroni».
Fosco Giannini, senatore di Rifondazione comunista della minoranza dell'Ernesto, è un fiume in piena. La fiducia posta dal governo non gli va giù. Annuncia il suo voto contrario alla missione in Afghanistan («stavolta non la voto neanche se mi impiccano») e spiega che chiederà agli operai di Mirafiori se votare o no il ddl del governo. «Il partito - accusa - ha fatto un errore clamoroso, e tutta la sinistra è stata umiliata dal voto di fiducia. E' uno scandalo, non abbiamo avuto nemmeno la possibilità di fare piccoli ritocchi su un tema per noi decisivo. Ha fatto bene Pagliarini a dimettersi dalla commissione Lavoro».
Diliberto strappa, lite nella Cosa rossa Bertinotti evita la rottura in extremis
di UMBERTO ROSSO
su la Repubblica del 30/11/2007
PERCHÉ AL GOVERNO? Il direttore di Liberazione, Piero Sansonetti, torna a chiedere: «La sinistra deve restare in questo governo?».

ROMA — Cosa rossa sull'orlo di una crisi di nervi. L'intervento di Bertinotti, che dietro le quinte fa il pompiere, scongiura il peggio. Ma la casa comune della sinistra vacilla pericolosamente, dopo lo smarcamento a sorpresa del Pdci che vota la fiducia al governo ma non il welfare. Scelta a freddo, che Diliberto non preannuncia agli altri tre soci, e così quando nel primo pomeriggio il segretario comunista si presenta al vertice dei segretari (convocato in precedenza, per decidere sul simbolo comune), scoppia il finimondo. Il più arrabbiato è Giordano, che si sente scavalcato a sinistra, ma anche Mussi e Pecoraro sono furibondi. Tutti quanti puntano l'indice: «Oliviero sei stato sleale».
LA STRATEGIA GEOPOLITICA DEL QATAR
di Abdullah Al Atrash – Dubai (E.A.U.)
su L'ERNESTO del 30/11/2007
Il Qatar e’ un piccolo emirato di circa 850.000 abitanti confinante con l’Arabia Saudita governato dalla famiglia Al Thani. Il suo sviluppo economico e’ dovuto alla vendita del greggio e delle ingenti riserve di gas naturale. E’ un paese che sta seguendo il modello di sviluppo degli Emirati Arabi: ipermodernita’, finanza, multinazionali e mercato globale.
A differenza degli Emirati Arabi pero’ ha molte ambizioni di influenza politica e per questo ha avuto forti contrasti con l’Arabia Saudita.
Il Qatar infatti cerca di avere buoni rapporti con tutti i paesi: Iran, Palestina, Israele, Stati Uniti.
«Camera umiliata e io mi dimetto»
di Sara Farolfi
su Il Manifesto del 29/11/2007
PAGLIARINI
Un problema di merito e uno di metodo, altrettanto importante». Con il voto di fiducia sul disegno di legge su welfare e pensioni, «si apre un vulnus nella maggioranza, e si crea un precedente grave per la democrazia».
Il deputato del Pdci, Gianni Pagliarini, ieri si è dimesso dall'incarico di presidente della commissione lavoro della Camera. Lo ha fatto dopo la riunione dei parlamentari del Pdci, e durante le dichiarazioni del voto di fiducia sul welfare.
AFGHANISTAN: LA NATO UCCIDE 25 OPERAI
AFGHANISTAN: LA NATO UCCIDE PER SBAGLIO 25 OPERAI AFGANI. NON SONO ITALIANI E NE BERTINOTTI NE MARINI LI RICORDERANNO.
GLI ASSASSINI NATURALMENTE NON PAGHERANNO.
PERCHE GLI AMERICANI SONO I SIGNORI DELLA GUERRA. E IL GOVERNO PRODI E' IL LORO COMPLICE.
Sen. FOSCO GIANNINI giovedì 29 novembre 2007
I profughi palestinesi in Libano, il vaso di coccio
nella destabilizzazione occidentale del M. O.
di Marco Santopadre *
su Radio Città Aperta del 29/11/2007
Anche quest’anno, il “Comitato per non dimenticare Sabra e Chatila” ha portato una folta delegazione internazionale in terra libanese. Quello che avrebbe potuto diventare un appuntamento rituale ha invece di nuovo fornito la possibilità ad un elevato numero di giornalisti, attivisti ed esponenti politici di confrontarsi direttamente con lo scenario esplosivo generato in Medio Oriente dalla destabilizzazione operata da potenze straniere.
I campi profughi: una umanità reietta
GIORNALISTI:CONTRATTO; BERTINOTTI, IMPORTANTE PER DEMOCRAZIA
di
su Adn Kronos del 29/11/2007
«Il rinnovo del contratto dei giornalisti ha una duplice veste: da una parte parla dei diritti dei lavoratori e dall' altra è una questione importantissima per la democrazia»: lo ha detto il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, al suo arrivo a Castellaneta Marina, dove è in corso il congresso della Federazione nazionale della stampa. Bertinotti, rispondendo alle domande dei cronisti riguardo al contratto dei giornalisti, ha spiegato come questa vicenda riguardi un lavoro cosiddetto pregiato: «Viene però alla luce che la precarietà e la condizione di precarietà non riguarda solo il lavoro povero, ma si estende nella stessa misura a quello pregiato». E il presidente della Camera parla delle conseguenze che ne derivano: «La prima riguarda il precariato, che logora la vita delle persone ed è davvero una malattia sociale, che impedisce ai giovani di avere il controllo del proprio destino. La seconda conseguenza riguarda la professione: questa precarietà riduce il grado di autonomia. Non c'è bisogno di fare dietrologia per sapere che la precarietà nel rapporto di lavoro espone alle pressioni. Ed è quindi una questione di democrazia, perchè la libertà di critica che si esprime nell' informazione è una prerogativa fondamentale della democrazia stessa».
MASELLA: LA FIDUCIA AL GOVERNO E’ LA CAPORETTO DEL PRC
Dichiarazione di Leonardo Masella – Capogruppo del Prc in Regione Emilia-Romagna
La decisione imposta dal gruppo dirigente di maggioranza al Partito della Rifondazione Comunista - che si tradurrà nel voto di fiducia al Governo Prodi sul maxiemendamento welfare – è una cosa gravissima e si può definire la Caporetto del Prc.
E il questore del G8 confidò: "Così ho depistato i giudici"
di MASSIMO CALANDRI
su la Repubblica del 28/11/2007
Manganelli chiamato in causa: "Distorto il mio pensiero"
GENOVA — Perché i vertici della Polizia di Statò sarebbero pronti a tutto pur di «vanificare» il più delicato trai processi del G8? Che motivo avrebbero di fare «fronte unico» contro i magistrati che indagano sul blitz alla scuola Diaz, invece di collaborare all'accertamento della verità? Le centinaia di chiamate intercettate dalla procura di Genova, che per mesi ha ascoltato le telefonate di alcuni super-poliziotti coinvolti nelle inchieste sui fatti del 2001, rimandano sconcertanti scenari. Nelle conversazioni via filo, testimoni ed imputati sembrano elaborare una comune «strategia» difensiva.